// 03 AGOSTO

Maratona cinematografica…fai ’70

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Attività realizzata in collaborazione e con il sostegno della Film Commission VdA

Con le distanze ogni cosa vive un’attualità differente, talvolta paradossale come accade ad alcune statue in giro per il mondo: un certo grado di revisionismo storico fa indiscutibilmente parte degli sforzi connaturati alla comprensione, più o meno riuscita, di ogni presente. 

Fatte però le circostanziate premesse del caso, rimane pur tuttavia vivo nel nostro immaginario collettivo un campionario grossomodo condiviso o condivisibile di aggettivazioni ritenute appropriate per descrivere aspetti tipici degli anni ’70 del secolo scorso: contraddittori, libertari, lisergici, visionari, tossici, combattivi, violenti, ascetici, pacifisti, epocali, spaziali, freddi, ideologici, di piombo, di disco music, di liberazione, di azione, di rivoluzione… Il cinema, parte importante, non solo della rappresentazione della realtà ma della sua stessa costituzione ha prodotto una sequela di capolavori allo stesso tempo figli della loro epoca e universali, tanto da diventare in alcuni casi paradigmatici o mitici come si diceva spesso allora.

La maratona che vi proponiamo serpeggia tra alcune di queste pellicole proponendo un personale tragitto tra i tanti possibili. Noterete molte assenze blasonate. Non si tratta di grandi esclusi, nessuna deliberata azione di esclusione. Da una parte questa di lunedì compendia le proiezioni programmate in seconda serata negli altri appuntamenti del festival dall’altra offre l’opportunità di programmare straordinari racconti filmici, magari meno noti al grande pubblico oppure al contrario molto conosciuti  (Lo squalo, Io e Annie, I guerrieri della notte) ma non così facilmente visibili sul grande schermo. 

Enrico Montrosset

Quando il direttore artistico di Strade del Cinema ci ha prospettato una collaborazione su un evento collaterale al festival che riportasse il cinema e il pubblico in sala, la prima cosa che abbiamo pensato “non possiamo non esserci”.

Non solo perché tra gli obiettivi istituzionali di Film Commission Vallée d’Aoste trovano un posto predominante la promozione e la divulgazione della cultura cinematografica, l’avvicinamento al linguaggio audiovisivo, la collaborazione con altri operatori culturali del territorio. Non potevamo non esserci perché tutti abbiamo bisogno di tornare al cinema. Perché dobbiamo ritrovare il piacere e la consuetudine della sala. Abbiamo trascorso mesi davanti ai nostri schermi domestici, pensando anche di recuperare tutte le visioni perse per il troppo lavoro, per il poco tempo. Ci siamo trovati a riflettere su quale tipo di fruizione, quali modalità diverse potessero derivare da questo isolamento necessario e imprescindibile. Abbiamo visto che tante forme sono possibili. Ma ciò che non piò mancare è l’esperienza collettiva, il confronto. Quest’ultimo lo abbiamo cercato con tutti gli strumenti possibili, sui social, al telefono, partecipando ai festival on line e commentando i film in chat, parlandone in sessioni di Zoom come in una sorta di chiacchiera all’uscita della sala. Solo che mancava la sala.

Lo abbiamo fatto, andava fatto, ma ora abbiamo di nuovo anche questa splendida opportunità. Film che forse non riguardiamo da anni, che non abbiamo mai visto sul grande schermo, o che abbiamo rivisto anche nei mesi precedenti, ora possiamo rivederli insieme, e tutto ciò ha un grande valore simbolico oltre che prepotentemente pratico e contingente. Mai come ora c’è bisogno di sala, di esperienze condivise in sicurezza, di visione collettiva, di presenza, di confronto, di ripresa. Ne abbiamo bisogno, in termini sociali, culturali ed economici.

Non potevamo non esserci.

Se il cinema è un’arte collettiva nel suo farsi, altrettanto lo è -e deve esserlo- nella sua fruizione.

Alessandra Miletto
Direttore Film Commission Vallée d’Aoste

ore 15.45

L’inquilino del terzo piano (1977)

vietato ai minori di 14 anni

Regia di Roman Polanski. 
con Isabelle Adjani, Melvyn Douglas, Bernard Fresson, Roman Polanski, Jo Van Fleet.
Col., durata 125 minuti, Francia, 1977

Da oggetto incompreso a fenomeno cult, da creatura criticata dal suo stesso autore a opera imprescindibile per ogni cinefilo: si può riassumere con questo graduale passaggio la parabola de L’inquilino del terzo piano (1976), opera con cui Roman Polanski, reduce dal celebrato Chinatown, portò a compimento l’informale trilogia dell’appartamento inaugurata undici anni prima da Repulsion e proseguita con Rosemary’s Baby. Il grande regista polacco a metà degli anni 70 viveva probabilmente il suo apice creativo e commerciale, proprio mentre il successo del noir con Jack Nicholson sembrava avergli spianato la strada ad Hollywood. Con giustificata sorpresa, Polanski rientrava in Europa per girare Le Locataire (basandosi sul romanzo di Roland Topor), opera che portava a compimento le ossessioni maturate dai due illustri e conturbanti predecessori. Gli attori recitarono a loro piacimento in inglese o francese per poi essere doppiati: questo per agevolare la spontaneità del cast. La trama segue il canonico percorso di caduta nell’incubo messa a punto nelle precedenti esperienze.
Ivan Barbieri

ore 18.00

Eraserhead-La mente che cancella (1977)

Regia di David Lynch
con Jack Nance, Charlotte Stewart, Jean Lange, Judith Roberts, Jeanne Bates, Allen Joseph
b/n., durata 90 minuti, USA, 1977

Nato in un contesto indipendente e underground, il primo lungometraggio di David Lynch passa in pochi mesi dalle gallerie d’arte di New York alle sale di tutto il mondo. Girato in totale autonomia nel 1976, con un pugno di amici e collaboratori fidati, si fa subito notare per l’inquietudine che emana e per lo sconcerto che suscita nei pur ben disposti spettatori. È il primo incunabolo (ma per alcuni il più radicale e ipnotico) delle visioni lynchane: b/n avanguardistico, narrazione apocalittica, vicende inspiegabili e orrore ovunque, con una trama (un uomo misterioso, con un figlio mostruoso, dentro un futuro post-industriale) pressoché nulla. Né fantascienza né horror, anche se i vari distributori nazionali, Italia compresa, provarono a farlo passare per un film di genere. In verità, il dialogo è con il surrealismo, la fotografia industriale, l’underground statunitense. Enrico Ghezzi: “Come ShiningEraserhead stupisce per la capacità di tener fede alla forma linguistica dell’inconscio“. A posteriori, va considerato come il film che per primo ha dato voce ai fantasmi interiori di Lynch: non solo alle sue fantasie morbose, ma anche al suo desiderio di purezza.

Il cinema ritrovato

ore 20.00

Lo squalo 

Regia di Steven Spielberg
con Robert Shaw, Roy Scheider, Richard Dreyfuss, Lorraine Gary, Murray Hamilton, Ted Grossman
Col., durata 125 minuti, USA, 1975

Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto 3 Premi Oscar, 4 candidature e vinto un premio ai Golden Globes

Lo squalo è un film del 1975 diretto da Steven Spielberg, basato sull’omonimo romanzo di Peter Benchley. Prototipo thriller del blockbuster estivo, la sua uscita è considerata come un momento di svolta nella storia del cinema e per l’avvento della Nuova Hollywood. Il film è ambientato nella cittadina balneare di Amity, nel New England. Nei giorni che precedono la Festa del 4 luglio, la giovane Christine Watkins, scompare dopo essersi tuffata in mare per un bagno di mezzanotte.  Uno squalo semina il panico sulle spiagge di una cittadina americana dove ha divorato due bagnanti. Uno scienziato, un pescatore, lo sceriffo locale si impegnano a fondo per eliminare il mostro. Lo squalo uscì nelle sale statunitensi il 20  giugno 1975,  divenne il film di maggior incasso nella storia all’epoca, e lo rimase fino all’uscita di Guerre stellari (1977). Vinse 3 Premi Oscar per il montaggio, il sonoro e la colonna sonora a John Williams, oltre a consacrare la fama di Steven Spielberg allora regista poco conosciuto, ed è spesso citato come uno dei film migliori di sempre. Per la realizzazione dello squalo vennero costruiti tre squali meccanici: un modello intero per le riprese subacquee e quelle in cui l’animale si muoveva a fior d’acqua e due apposta per girare a destra o sinistra, con un lato completamente cavo in modo da far alloggiare al suo interno i meccanismi idraulici.

ore 22.40

I guerrieri della notte (1979)

Regia di Walter Hill
con con Michael Beck, James Remar, Dorsey Wright, Brian Tyler (II), David Harris, Tom McKitterick
Col., durata 92 minuti, USA, 1979

I guerrieri della notte, è basato su un romanzo di Sol Yurick, a sua volta ispirato all’Anabasi di Senofonte. Il romanzo di Yurick era datato 1965, ma la situazione della Grande Mela lo aveva reso ancora più attuale negli anni 70 e Walter Hill – pressato dalla Paramount, che voleva arrivare nei cinema prima di un altro film sulle gang che era in preparazione, The Wanderers – I nuovi guerrieri di Philip Kaufman – ne tirò fuori in fretta e furia un gioiello compatto e claustrofobico, dove tra le ombre di una notte newyorchese che sembra interminabile si nascondono e si svelano le influenze del cinema western (su tutti), ma anche dell’horror e perfino del musical, nel modo in cui le scene di lotta – che Hill ha voluto comunque realistiche e che hanno un’eleganza ruvida e affascinante – sono state coreografate. Un film con un meccanismo narrativo che funziona come un orologio svizzero, girato con lo stile asciutto ed essenziale della New Hollywood senza dimenticare, mai, le esigenze dello spettacolo.
Coming Soon

ore 00.15

Ultimo Tango a Parigi (1972)

vietato ai minori di 18 anni

Regia di Bernardo Bertolucci
con Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi, Giovanna Galletti, Gitt Magrini
Col., durata 132 minuti, Italia, 1972

Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d’Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello, 2 candidature a Golden Globes

Osannato o disprezzato (sequestrato, condannato “al rogo”, liberato negli anni ’80), questo film “scandaloso” suggerisce con violenza di prendere sul serio (sul tragico) la verità dell’erotismo. Contribuiscono al risultato la luce di Storaro e le musiche di Gato Barbieri per un irripetibile Brando, guidato dal talento di un regista che con la musicale mobilità della cinepresa lega spazio, personaggi, oggetti e décor . Ebbe 14 milioni di spettatori, compresi quelli della riedizione Titanus del 1987. Messo in onda il 21-9-1988 su Canale 5, scorciato di circa 3 minuti. Le sue vicissitudini giudiziarie durarono un quindicennio fino alla sentenza di non oscenità del 9-2-1987 che non cancellò ma scavalcò la sentenza della Cassazione del 29-1-1976 con la cosiddetta condanna “al rogo”. “A Ultimo tango è successo di tutto e ha fatto succedere tutto” (T. Sanguineti). 2 nomination agli Oscar: regia e Brando (che ha la voce di Giuseppe Rinaldi, duttile doppiatore di Newman, Clift, Lemmon, Sellers, Sinatra e decine di altri).

Morando Morandini

INFO

info@stradedelcinema.com
tel: 388.5686519

BIGLIETTI

Biglietto unico: 5 € per le serate del 1, 2, 4, 5 e ogni singola proiezione della Maratona del 3 agosto 2020
Biglietto unico: 10 € per la serata del 6 agosto (serata con cortometraggio e lungometraggio musicato dal vivo)

Abbonamento Serate: 25 € tutte le serate, esclusa la Maratona...fai ’70 (3 agosto)
Abbonamento Maratona...fai ’70 del 3 agosto: 18 €
Abbonamento Strade del cinema (tutte le serate + maratona del 3 agosto): 40 €

I bambini fino a 8 anni entrano gratuitamente

La prima serata la biglietteria aprirà con un’ora di anticipo esclusivamente per coloro che acquisteranno un abbonamento, questo per evitare assembramenti e agevolare l’accesso all’evento: sabato 1° agosto dalle 19.00 alle 20.00 presso la biglietteria del Giacosa

ORARI - COVID 19 - ISTRUZIONI PER L'ACCESSO

  1. Le proiezioni di Strade del Cinema si svolgeranno a partire dalle 21.15 presso l’Area spettacoli del Teatro Romano.
  2. In caso di tempo incerto o brutto si svolgeranno alla stessa ora al Teatro Cinema Giacosa.
  3. L’entrata all’Area spettacoli del Teatro Romano è da via Charrey
  4. Prima di accedere all’Area spettacoli del Teatro Romano è necessario munirsi del biglietto che si farà presso la biglietteria del Teatro Cinema Giacosa in Via Xavier de Maistre.
  5. La biglietteria aprirà alle 20.00, i cancelli dell’Area spettacoli del Teatro Romano alle 20.45
  6. Prima di ottenere i biglietti verrà fatto compilare il Registro delle presenze.
  7. I biglietti saranno numerati per fila e per posto. Il sistema assegnerà i posti calcolando automaticamente in base alla tipologia dello spettatore (singolo, coppia, gruppo di congiunti) le distanze a norma di legge.
  8. Una hostess accompagnerà ogni tipologia di spettatore al proprio posto.
  9. Saranno riservati dei posti specifici per le persone portatrici di disabilità motorie.
  10. Saranno fornite in loco le modalità del deflusso alla fine degli spettacoli.
  11. Sarà obbligatorio l’uso delle mascherine (sia per personale sia per gli spettatori) durante tutti gli spostamenti (non durante la visione dei film)
  12. Saranno disponibili prodotti per l’igiene delle mani per gli spettatori e per il personale in più punti dell’impianto in particolare nei punti di ingresso.
  13. Sarà garantita la frequente pulizia e disinfezione dei servizi igienici e delle superfici toccate con maggiore frequenza (corrimano, interruttori, pulsanti, maniglie ecc.).
  14. Sono disponibili servizi igienici presso il Cinema Teatro Giacosa di Via Xavier De Maistre